Tuesday 30 june 2009
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10:02
UNA NOTTE A
CARLOFORTE
La notte era stellata
a Carloforte
ma una stella mi parea brillar più forte:
sarà mia madre, pensai,
che da lassù mi guarda e chiede
cosa cerco io al suo paese?
Il mare azzurro, i verdi colli e poi
le case linde, le care genti
tra le quali vivesti e più non sei.
Io qui ti cerco, tra gli odori di "merji"
la mattina presto,
nei "carruggi" odorosi di basilico e pesto,
le tende bianche a porte e finestre
e salite e discese...
io amo il tuo paese!
O Carloforte!
Forse sbagliarono a darti questo nome!
Voi forti siete, o care genti, e ancora
sazia non son di legger
la vostra storia,
chè da Pegli a Tabarca e da Tabarca a San Pietro
e tanti fatti schiavi non tornarono indietro!
Quando ci penso mi si stringe il cuore,
ma con orgoglio ne parlo in ogni dove!
Fiera son io di questa gente e poi...
Guardami mamma,
sono una di voi!
lory
( A mia madre )
MI RICORDO QUANDO...
Mi ricordo quando ero bambina,
col vestito della festa la domenica sera
mie sorelle per mano e papà e mamma in testa,
si andava dalla nonna: riunione familiare.
Anche le zie si facevano trovare e le cugine,
era d'estate.
Le sedie fuori sul marciapiede della via principale,
il portoncino aperto, stava a mostrare
il giardino annaffiato. Il profumo di fiori e
di terra bagnata era nell'aria
della sera domenicale.
La strada era affollata di giovani fanciulle:
facevano le "vasche" su e giù a passeggiare
coi giovanotti al seguito e i sogni nel cassetto!
Ero piccola ma grande, rispetto a mie sorelle,
passavan le cugine e mi aggragavo ad esse.
Il cinema era aperto e tutto illuminato
mentre una folla usciva l'altra si preparava
a veder lo spettacolo con il biglietto in mano.
Amiche e conoscenti di mamma, nonna e zie,
vedendo da lontano la cerchia di parenti
leste si avvicinavano a commentar gli eventi
e forse a criticare gli amici
ed i parenti che su e giù passavano
allegri ed eleganti!
Nonna ci dava i soldi per comprarci il gelato:
vaniglia, cioccolato, crema con il pistacchio,
ognuno col suo cono aveva un bel da fare:
doveva leccar veloce per non farlo squagliare
e c'era sempre qualcuno, specie i piccolini,
a cui cadeva in terra e gli si doveva ricomprare.
Che tempi, che bei tempi!
Ora, anche volendo, non si potrebbe passeggiare,
le auto sono tante, le mode son cambiate
e le persone care andate, tutte
mamma, nonna e zie, e dov'era la casa
ci sono farmacie; ci sono mie sorelle
mie cugine ed io, non ci vediamo mai,
altrochè passeggiare!
lory
IMMAGINI
Seduta, sotto la torre antica,
guardo davanti a me e vedo
il mare!
E in fondo a questo mare
immersa nella bruma mattutina,
sonnecchi ancora tu,
Isola Tabarchina!
Grave ti è il sonno:
di tutti i tuoi amanti gli affanni...
malinconie, storie a lieto fine...
Segreti confidati,
lacrime perdute in mare,
sulle spiagge dorate, messaggi...
bottiglia infranta fra i tuoi scogli.
Dormi Tabarca, dormi,
rilassa le tue membra
fino al calar del sole
del giorno che ora appare,
perchè un'altra notte,
un'altra e un'altra ancora
ti aspettano a lenire...
Seduta sotto la torre antica,
ti guardo e penso...e vedo il mare,
ormai sciolta è la bruma
e tu luccichi al sole:
tempo è di tornare,
ho la bottiglia anch'io
da gettar nel tuo mare!
lory
NON TI PENSAVO PIU'
Non ti pensavo più,
credevo comunque di averti amato.
Non ti pensavo più,
credevo che tu mi avessi amato.
Eri lì, ti tenevo nascosto in fondo al cuore,
nascosto a me, nascosto ai miei pensieri.
Eri un punto lontano luminoso,
come come un faro che la notte dirige il pescatore:
nelle notti fredde e buie
impedisce a lui di naufragare!
Il tempo passa e tu ritorni...
poche parole, cose mai dette,
che mai avrei voluto udire...
Il faro si spegne ed io...
comincio a naufragare!
lory
COME IL SOLE
Come il sole al tramonto d'estate,
prostra i suoi raggi focosi e
donar par che voglia ristoro
a un'afosa giornata d'agosto,
così pure pietosi gli affanni
al calar di mia vita si fanno:
come i raggi del sole clementi
perdon forza, mi fanno chetare,
van scemando per poi tramontare.
Dolce è la vita ora, serenità e pace
il cuor m'invade,
calma e frescura intorno.
Or dove sono i giorni di tanto travagliare?
Passati, ormai sepolti?
Come il sole dietro i monti
con gioventù per sempre tramontati?
Oh, quanta pace! Felicità e gioia mescolate
sorridono ai miei giorni in avvenire.
La notte, ancor lontana, non dà pena
ma un pensiero a tratti mi balena
no, non vorrei turbare la quiete...ma...
Dopo ogni notte un'altra alba appare
e il sole, per poter ritramontare
ancor risorger deve e, come lui,
gli affanni, che credevo andati
in un eterno tramonto tramontati?
Di lory
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Pubblicato in : POETANDO
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